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La Carta di Pisa


Nel febbraio 2012, l'associazione Avviso Pubblico (link al sito web) ha promosso questo testo che, a tutti gli effetti, costituisce un codice etico che, nelle intenzioni della associazione, è destinato agli enti e agli amministratori locali che intendono rafforzare la trasparenza e la legalità nella pubblica amministrazione, in particolare contro la corruzione e l’infiltrazione mafiosa.

A dire il vero, in termini numerici, la Carta non ha riscosso molto successo anche se sono diverse le amministrazioni comunali e provinciali che l’hanno adottata. Evitando di soffermarci sui motivi di questo scarso successo, la Carta resta comunque un ottimo strumento che presenta principi basilari per il buon governo, formulandoli con ordine e mettendoli nero su bianco.

La Carta definisce i principi guida del lavoro dell'amministratore e pone regole comportamentali in merito a regali, clientelismo, conflitto di interessi, cumulo di cariche, esecizio delle competenze discrezionali, pressioni indebite e restrizioni successive all'incarico.

Anche la piena trasparenza di redditi, patrimoni, finanziamenti politici, criteri di nomina, rapporti coi mezzi di comunicazione,confronto democratico e l'apertura alla parteciapzioni dei cittadini alla vita amministrativa sono argomenti codificati nel testo della carta.

Molto importante da sottolineare è che, con la presa di resposabilità insita nell'adesione e adozione della carta, gli amministratori accettano anche una serie di sanzioni, come la revoca dell'incarico, in caso di inadempimento e di mancanza di rispetto dei principi e disposizioni delineati nella carta stessa.

Maggiori informazioni e il testo completo della carta sono disponibili sul sito web di Avviso Pubblico.